dicembre 8, 2016 Blog, Ecospazio News Nessun commento

15390872_1174089966037745_5572220252350815957_nDal 15 dicembre al 15 gennaio al Museo Diocesano “San Matteo” di Salerno c’è “RestART upcycling“, la rassegna di opere d’arte realizzate con materiali di riciclo.
In RestART l’upcycling si concretizza attraverso il riuso di oggetti di uso quotidiano, rimettendo tutto in gioco con un gesto artistico.

La rassegna che nasce e cresce con il Campania ECO Festival, che da oltre 3 anni associa le opere d’arte a tutte le attività che caratterizzano il CEF nei mesi di maggio e giugno, trova una propria dimensione all’interno del Museo Diocesano “San Matteo” di Salerno. La mostra è frutto della collaborazione tra il CEF e la Fondazione Carisal, la Fondazione Copernico e l’Arcidiocesi Salerno – Campagna – Acerno, con il contributo del Consorzio recupero e ricicolo imballaggi in acciaio RICREA e di Sabox.15337564_1174096379370437_713024888975683967_n

Nove gli artisti nazionali che esporranno le proprie opere nelle sale del museo salernitano per “RestART upcycling”, che sono:

  1. il modenese Carlo Baldessari, che recupera il vetro nei cassonetti delle vetrerie e nelle fornaci di Murano e, una volta recuperato il vetro, lo spezza in base alle esigenze di ciò che crea, lo lavora con attrezzi pezzo per pezzo e con sue tecniche adesive lo assembla, dando vita ad opere che sembrano spuntare dal nulla, dal deserto;
  2. il veronese Roberto Bravi, che fruga tra i vecchi ricordi di famiglia, si aggira per mercatini di antiquariato, scava nei garage alla ricerca di vecchie scatole, che riportano agli anni del dopoguerra e oltre. Attraverso le scatole Bravi crea delle opere che sanno di vero e proprio amarcord, fatte di immagini da fiabe, surreali, con un aspetto che è realmente vintage;
  3. il paganese, ma torinese d’adozione, Ermanno Cavaliere, che recupera carta,  riviste d’epoca contemporanee, carte da imballaggio ed altro ancora. Da architetto qual è, compone un mosaico, attraversato sia dal tempo passato che rivisitato da quello attuale. Fonde immagini, luoghi ed elementi architettonici da lui visitati, dando una nuova genesi a qualcosa che altrimenti sarebbe finito in un cassonetto della spazzatura. Con questi lavori, rivive tutto un mondo, che va dal favolistico, all’ avveniristico e al religioso;
  4. l’angrese Giovanni Cuccurullo, in arte Mnemos, si muove come in una sorta di trance catartica, alla ricerca del legno perduto. Riusa materia che è destinata a marcire, come vecchi portoni, rifiuti, sedie o tavoli rotti, recuperati ovunque, li rigenera e come un dottor Frankenstein incolla e assembla diversi elementi. Le sue opere hanno un carattere profondamente sacrale. Sentinelle che hanno uno sguardo ovunque, ieratiche ed intense come la croce, creata dopo la triste strage di Dacca in Bangladesh. il Legno è sacro per Cuccurullo;
  5. l’irpino Flavio Grasso, lavora il legno, spesso lo salva dalla inquisizione, ovvero dal fuoco, lo leviga con pazienza ed amore filiale. Il suo è un legno duro, impenetrabile, lo diviene anche simbolicamente, quando lo chiude con il lucido, rendendolo imperscrutabile ed immanente;
  6. Il napoletano Luigi Masecchia ha un approccio più ludico, riusa tappi corona, oggetti di consumo, per creare dei mosaici, che riproducono immagini pubblicitarie, oggetti e ritratti di icone moderne. Questo approccio, che proviene anche dal suo passato pubblicitario, fa si che il mondo in cui l’artista si muove sia anche un ripensamento sul mondo della pubblicità, della comunicazione, della notizia a tutti i costi e così, forse inconsapevolmente, come chi gioca, ottiene l’effetto contrario, mostrando la ferocia della pubblicità e della comunicazione contemporanea in tutta la sua indifferenza e vacuità;
  7. il salernitano Lello Ronca, si muove tra tele, legni, tufo, sabbia e plastiche. I lavori di ReStArt sono lavori realizzati con polimeri, provenienti da Spagna e Germania, li lavora con il fuoco e li fa interagire con l’ambiente. Sacro, profano, antico, moderno, tutto si fonde in Ronca, con una vitalità che avvolge, come le spire di un serpente, letale nel suo pensiero sinuoso;
  8. la salernitana Adele Ruggiero ha una doppia anima, quella dell’artista e della restauratrice, che coincidono nelle sue opere. Sui cartoni c’è il colore, la combustione, l’oro, l’antico ed il moderno.  Tutto in Adele coincide in una strada tra antico e moderno, che altro non è che un identico percorso di ricerca e vita, ottenuto attraverso la minuziosità del lavoro, intesa come ricerca, e non come pignoleria;
  9. Aqua Matrix, un gruppo di artisti iripini il risultato di un percorso di ricerca e sperimentazione sonora e visiva sul tema dell’acqua, un’indagine sulla dimensione estetica di uno degli elementi più importanti in natura, fonte di vita, mistero e magia, elemento unico per le sue caratteristiche chimiche e fisiche che ben si presta alla ricerca artistica sia musicale che figurativa. Gli artisti coinvolti hanno realizzato riprese video e registrazioni audio in vari luoghi di Irpinia caratterizzati dalla significativa presenza di sorgenti e corsi d’acqua, attingendo dal materiale raccolto sul campo per elaborare ognuno la propria personale composizione secondo un’estetica contemporanea. 

 

 

Scritto da Staff Campania ECO Festival
Il Campania ECO Festival (“CEF”) è un evento di carattere socio-culturale che promuove la “Green Life” e la “Green Economy” attraverso una serie di semplici azioni di sensibilizzazione che accompagnano ogni iniziativa.