aprile 2, 2015 Blog, Ecospazio News 1 commento

È il Rapporto GreenItaly 2014 presentato a Roma a evidenziare il dato: “più di un’impresa su cinque ha scommesso su innovazione, ricerca e sviluppo, sulla qualità, sulla green economy”

Unioncamere e Fondazione Symbola da cinque anni ricostruiscono la situazione nazionale sull’economia verde. I dati fanno ben sperare. Il nostro Paese si sta muovendo verso uno sviluppo sostenibile e a giovarne è soprattutto il made-in-Italy.

Nonostante la crisi economica, molte aziende scommettono sul green. I settori predisposti alla R&S nell’economia verde sono tanti, dai più tradizionali all’high tech, dall’agroalimentare all’edilizia, passando per la manifattura e per la chimica, fino ad arrivare all’energia dei rifiuti.

Nel rapporto si legge che “Green economy significa anche innovazione: lo scorso anno il 30% delle aziende che puntano sul verde ha sviluppato nuovi prodotti o nuovi servizi, contro il 15% di quelle che non hanno imboccato la via della green economy. Innovazione, export e maggiore redditività si traducono anche in occupazione e maggiori assunzioni. Ad oggi nell’intera economia italiana sono presenti quasi 3 milioni di green jobs, che corrispondono al 13,3% del totale nazionale”.

Dallo studio si evidenzia anche un aspetto fondamentale per l’incremento occupazionale in Italia, ovvero che il 18,8% degli eco investitori presi in esame ha visto crescere il proprio fatturato nel 2013 aumentando, di conseguenza, la cifra dei green job italiani a 3 milioni.

Ma quali sono i “mestieri green”? Il Campania ECO Festival ha individuato 10 figure professionali in questo settore.
Nella Guida ai Mestieri Green  il CEF, con un focus sul territorio regionale, ha delineato le esperienze occupazionali dei green worker.

L’elenco dei “mestieri verdi” è molto lungo. In merito La Repubblica individua alcune figure che “vanno dal risk manager al green copywriter, dalla guida naturalistica all’esperto di bonifiche, dall’agronomo che seleziona le specie resistenti al cambiamento climatico al geologo specializzato in dissesto idrogeologico, dal progettista di impianti solari al carpentiere specializzato nella costruzione di tetti super isolati“.

È una sfida in cui bisogna dare il massimo. Gli studi hanno dimostrato che gli investimenti nel settore verde, oltre a fornire una soluzione innovativa alla crisi economica globale, ci rendono più competitivi. Difatti, da Gennaio a Giugno 2014 “si contano quasi 33.500 start-up green in prodotti e tecnologie” e “ben il 37,1% del totale di tutte le aziende nate nei primi sei mesi” prevede di investire nella green economy.

Scritto da Jessica Cerino
Reporter & Social Media Strategist. Collabora con il CEF dal 2013.